Il mondo sottosopra
Il poetare di Maristella Angeli in quest'ultima raccolta, per la precisione la quinta, è essenziale, scorrevole, fluido, musicale, mi ricorda molto quello del grande poeta Giuseppe Ungaretti (1888-1970), nell'essenzialità del frammento, dell'ellissi e nell'incedere profondo del verso che respira. Lo stile della Angeli è così essenziale che, i segni d'interpunzione sono pressoché assenti e, questo avviene per poter conferire un più ampio respiro, per poter dotare la sua poesia di maggiore profondità rendendola aperta a molteplici interpretazioni e sfumature di significato, in sintesi, per far respirare il verso.
Il suo poetare è maturo e si caratterizza per l'ampio uso dell'infinito sostantivato rendendo così il verso semanticamente più profondo e, per l'anticipazione del complemento rispetto al soggetto e al predicato apportando così al verso più fluidità e musicalità; il grande poeta americano Ezra Pound (1885-1972) diceva che, il poeta più completo è quello la cui poesia poggia su un tripode ben bilanciato tra logopea, fanopea e melopea, questa è la poesia perfetta.
Infatti, in questa silloge ho potuto notare una logopea molto fluida, ricca di parole e sfumature molteplici di significato, una melopea dotata artisticamente di musicalità e di cadenze, che si sposa magnificamente alla fluidità del verso, infine, ho notato una fanopea fantasticamente immaginifica, che abbonda di correlativi oggettivi e che rimandano, quindi, ad una sfera semantica più profonda.
Non so dirvi, se il tutto sia ben bilanciato ma, certamente la sua lettura mi ha procurato forti emozioni, le stesse che, spero, proverete anche voi, cari lettori! Infine, le chiuse, che hanno un'importanza basilare in una poesia, sono semplicemente meravigliose, respirano, lasciano una profonda eco e invitano il lettore a sostare e a rileggere.
© Emanuele Marcuccio
