Poesia e Vita

Pubblicazioni in poesia, prosa, narrativa, collana autori vari


Vetrina delle Emozioni

Sopra le righe... Emanuele Piacentini


OLTRE L'ORIZZONTE...


Prefazione

Emanuele PiacentiniUna giovane vita dischiude le sue ali alla poesia. Lo fa cercando nelle emozioni che, prepotenti, nascono nel cuore. Le parole scorrono sul foglio riempiono l'aria di nuove sfumature, appena accennate. Sono limpide lacrime che l'autore vuole trattenere per renderle completamente proprie e farle germogliare nell'anima e in coloro che le accoglieranno. Disprezzando ogni falsità Emanuele Piancentini scorge un raggio di serenità solo volgendo lo sguardo verso l'orizzonte, ma la sua amarezza non si sgretola, lo conduce invece verso un nuovo percorso poetico che ci regala con assoluta determinatezza. I colori appaiono cangianti, ma le sensazioni sono uniche.

L'editore Maria Cristina Del Torchio





Immagine fotografica di Copertina
© Nicola Mattarelli


Recensione di Emanuele Piacentini


"...io scrivo perché è l'unico modo che ho di parlare con le persone..."

I sentimenti, gli amori e le tristezze, alle volte, non si possono esprimere parlando, forse perché non si viene capiti, forse perché le persone non sanno bene di cosa parli. E quindi ti ritrovi costretto a scrivere, ti ritrovi a conversare con dei fogli di carta, perché loro, come la poesia, sanno mantenere i segreti che gli confidi, e sanno inoltre darti consigli, di cui poi farai tesoro. Le tematiche di questo libro, sono molte, ma la principale, la più importante, è sicuramente, l'intento di esprimere il dolore che prova un ragazzo di quindici anni che da due anni, non vede più i suoi nonni. Due persone che per lui erano punto di riferimento, erano come la stella Polare per i Re Magi. Trovandosi in questa situazione, comincia a sentire dentro di se, una slavina di sentimenti, misti a dolore e rabbia; così comincia a mettere per iscritto, sotto forma di poesia, i suoi profondi sentimenti, e riesce a rivivere momenti che credeva persi per sempre, riesce a riviverli grazie proprio alla poesia, perché in semplici versi, rispecchia attimi di vita per lui magici. La poesia diventa per lui, compagna di vita, è l'unica che gli concede, attimi di serenità, perché è solo dentro a quei semplici versi, che lui, riesce ancora a sognare, è li, che, riesce a trovare tutte quelle cose che ha perso con il trascorrere degli anni. Questo ragazzo, che lui stesso, si sente rispecchiato nel poeta Leopardi, si vede non solo nel poeta, ma anche nelle sue opere e nella sua vita, perché leggendolo, ha riscontrato gli stessi sentimenti e le stesse emozioni. Questo libro, ha inoltre, un'intenzione, che l'autore, vuole mettere alla vista di tutti. Ed è l'intenzione di dimostrare a tutte quelle persone che sempre hanno dubitato di lui. Vuole riuscire a far vedere quanto può fare. Pubblicando questa sua piccola opera, riesce a riacquistare molta fiducia in se stesso, una fiducia che aveva perso! Ringrazia profondamente tutti coloro che hanno partecipato alla pubblicazione. Ora si sa che, Emanuele Piacentini è capace di dimostrare le proprie convinzioni.



IN USCITA A APRILE 2011

Emanuele Piacentini - Oltre l'Orizzonte.jpg


Recensione

Collana: Sopralerighe (a cura di Gioia Lomasti)

In certi momenti capita d'interrogarsi sugli anni a venire e su chi seguirà i nostri passi. Purtroppo, osservando la quasi totalità dei 15-18enni attuali, la prima cosa che si nota sono sguardi vuoti su corpi disanimati, passivi. Sarà questa la famosa "giovinezza spensierata" ? Eppure, talvolta, ci s'imbatte ancora in persone che riescono a contraddire un tale stato di cose. Così oggi, sfogliando l'opera di esordio del giovanissimo Emanuele Piacentini (nato a Vercelli nel 1996), l'impulso è di parlargli come ad un fratello minore: con la stessa forza, con identica dolcezza.

"Il poeta vive mille anni, ma neanche due", scrive Emanuele. Questo ideale "poeta" è una figura balzana, sottilmente ambigua, arruffata. Nemico di regole e convenzioni, riunisce in sé ogni opposto. Non disdegna tuttavia il facile stereotipo del "maledetto". "Oltre l'orizzonte" vuol porsi invece il ragazzo: oltre il visibile. Fondamentale dev'essergli stato l'incontro con le canzoni di Fabrizio De Andrè, l'immenso "Faber" che, da ore aspre e felici, seppe trarre liriche sempre memorabili e care a moltissimi (oltre ogni differenza, oltre ogni opinione). Del resto, ciascun poeta ha da essere Faber: artefice di sé e della propria realizzazione. E a De Andrè, Emanuele dedica la poesia "La voce della vita".

"...con una chitarra sulla gamba,
una sigaretta in bocca,
e la biro tra le mani,
cucivi insieme note e parole..."


Giorni, date, attimi preziosi, si fissano con colori sfumati e onirici. Schietti e fatalmente tristi come certi sogni adolescenti. Poesia del rimpianto: ma quelle che Emanuele ci racconta sono sensazioni già potenti, che gli anni trasformeranno in bellezza e carattere. Oggi queste parole iniziano a sgorgare essenziali: ruscelli di montagna in corsa verso un fiume.

In un'epoca che scorda o rifiuta le proprie radici, Emanuele non ha nemmeno paura di rievocare luoghi e persone dell'infanzia, della propria famiglia. Una casa dove ancora si può sentire la voce di quello che non è più un bambino, il ricordo grato dei nonni, il pensiero di un amico... Radici, insomma, verso cui l'amore non è mai delusione. "Ciò che sai amare rimane, il resto è scoria", scriveva Ezra Pound nei Cantos.

"Chitarra e penna,
diverse per forma,
uguali per uso.
Chitarra e penna,
entrambe utili per esprimersi,
l'una scrive parole
l'altra inventa melodie.
Chitarra e penna,
l'una tra le dita del poeta
l'altra sulla gamba del suonatore.
Ma entrambe utili a sé stesse."


Un manifesto, insomma. Musica e versi esprimono potenzialità quasi illimitate. Ma anche se la penna non desse più voce all'animo, anche se sei corde non bastassero a rendere autentica la propria musica... l'ispirazione non potrebbe perdersi. Non se passa da un simile cuore, che a 15 anni sa già schiantarsi, innamorarsi, gridare aiuto o gioia, finalmente restare saldo. Oltre l'orizzonte visibile, dinanzi al Sole.

Livio M. Cortese




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